Io, te e… l’altro

E chi l’avrebbe mai detto, Tu Lui ed io insieme in quel ristorante, seduti allo stesso tavolo.

Me lo avevi promesso : “Ti ci porto una volta”, troppo romantico evidentemente avevi pensato per la prima volta che ci eravamo visti qualche mese fa, successivamente cerano state altre volte e altri luoghi, sempre diversi.

L’unica sala del ristorante, sembra ancora più piccola, è piena di ricordi, passati di mano in mano attraverso generazioni di uomini e donne…, piccoli e grandi oggetti appesi alle pareti, sui mobili antichi sui camini, tra piccoli tavolini e poltrone antiche.

Più che in un ristorante sembra di stare nella disordinata sala da pranzo di una grande casa padronale di campagna di fine ottocento. La luce tremolante delle candele e di alcune piccole lampade il fuoco di due grandi camini, scaldano l’atmosfera, attutiscono le voci, facendo diventare i pochi tavoli presenti, piccole e intime isole sperdute nell’oceano della sera.

Adesso siamo qui, sono seduta tra voi vi ascolto mentre parlate di politica e di economia, non ho molto da dire, sono arrabbiata, mi aspettavo un’attenzione diversa, invece mi sento ignorata, gesticolate e continuate a parlare senza interruzioni, un fiume di parole, politica, partiti, riforme, come se io fossi invisibile.

Dopo aver brindato insieme al nostro incontro, vi osservo attraverso il sottile nastro di bollicine che salgono dal mio bicchiere, c’è uno strano rapporto che vi lega, sei stato evasivo nel raccontarmi come vi siete conosciuti, lui è più giovane di te di almeno una decina d’anni eppure a volte mi sembra lui il più vecchio, siete così diversi eppure così simili nei gesti, in quella luce particolare che vi illumina gli occhi.

Indosso un miniabito blu scuro di lana che mi fascia aderente il corpo fin a sopra le ginocchia disegnando le mie curve, i seni rotondi i fianchi morbidi, ai piedi, ricoperti dalle calze autoreggenti quasi invisibili, un paio di decolté dai tacchi vertiginosi. I capelli lunghi e mossi lasciano le mie spalle appena scoperte, da un girocollo in oro bianco, pende cadendo tra i mie seni un ciondolo con le mie iniziali…, mi ha sempre portato fortuna.

Ogni tanto mi guardi, annoiata sto bevendo il secondo bicchiere di vino, la testa mi gira e ho gli occhi lucidi, tu lo sai che io non bevo, dovresti capire che sono seccata, non comprendo il perché di questo strano cameratismo, di questa intesa che vedo crescere con il passare dei minuti tra voi due e mi stupisco scoprendomi per la prima volta così gelosa di un uomo. Mi accorgo del tuo sguardo su di me…, per attirare la tua attenzione, passo la lingua sulle labbra socchiuse per raccogliere una goccia di vino rosso mentre infilo una mano in mezzo alle mie gambe e la stringo forte. Con l’altra mano sfioro il seno sinistro e ignorando deliberatamente il tuo sguardo ora stupito, sposto il reggiseno per toccare la pelle calda e tesa, stringo il capezzolo tra le dita, chiudo gli occhi e lascio sfuggire un piccolo gemito di piacere.

Finalmente ho la tua attenzione, con la mano mi stringi la gamba sotto il tavolo, per darmi una specie di pizzicotto e farmi tornare in me stessa, mi fai male, faccio finta di niente ma è proprio in questo preciso momento che decido di punirti. Con la coda dell’occhio noto che anche il tuo amico mi sta guardando, lui continua a parlare ma sento i suoi occhi incendiarmi il viso, forse è solo frutto della mia immaginazione o del troppo vino che ho bevuto.

Mi avvicino a te, sbattendo sorniona gli occhi da gatta, sorridendo, prendo la tua mano ancora posata sul mio ginocchio e la porto tra le mie gambe…, con l’altra mano nascondo la mia bocca alla vista dell’altro e con appena un filo di voce ti sussurro: “Senti…, senti come sono bagnata!”. Sei sorpreso, quasi impaurito, cerchi di sfuggire alla mia presa, ma quel tuo gesto renderebbe tutto così esplicito, dopo un breve braccio di ferro fatto di sguardi ti arrendi al mio gioco, faccio scivolare la tua mano, ora docile, lungo la mia gamba, per farti accarezzare per un istante la balza dell’autoreggente, mentre riprendi la discussione con voce leggermente incrinata, io salgo ancora più in su accompagnando la tua mano e spostato di fianco il perizoma infilo le tue dita dentro di me. Mi sto prendendo la mia rivincita, ora ti sento incespicare con le parole e non è da te, non riesci a smettere di frugarmi, le tue dita mi penetrano senza riguardo con violenza, afferrano e stringono il mio clitoride, le mie labbra gonfie ed eccitate, io sono ancora girata verso di te ma riesco comunque a leggere nei tuoi occhi che il tuo amico, dall’altra parte del tavolo non si perde nulla dell’inaspettato spettacolo che sto mettendo in scena anche per lui.

Mi sfilo una scarpa da un piede e mentre mi sposto leggermente in avanti aprendo oscenamente le ginocchia per farti entrare ancora più in profondità dentro di me, a tua insaputa allungo una gamba per raggiungere le sue gambe e il suo sesso quasi di fronte a me.

Il tuo “caro amichetto” non si lascia pregare, non aspettava altro, apre le gambe al primo tocco del mio piede, poi lo afferra con una mano per appoggiarlo sul suo cazzo, inizio a muovermi lentamente accarezzandolo dai testicoli sino alla punta, lo sento crescere sotto di me, sempre più eccitato, sempre più duro.

Vi osservo divertita, facendo scorrere il mio sguardo prima su uno poi sull’altro, dalla luce che vedo nei vostri occhi scuri che mi cercano, capisco che quello che sta succedendo sotto quel tavolo ormai non è più un segreto per nessuno dei tre.

Mentre mi alzo quasi di scatto sistemandomi la gonna lasciando intravedere per un attimo la mia pelle bianca, vi guardo dicendo con voce forzata da bambolina viziata: “Vi lascio un attimo soli, esco a fumare una sigaretta, perché nel frattempo non vi fate venire un’idea brillante su come continuare in modo piacevole la serata?” Faccio qualche passo per allontanarmi, fatico a reggermi in piedi, scoppio in una risata che riempie per una attimo la sala, vedo qualche testa dagli altri tavoli, girarsi verso di me senza riuscire a distinguere i lineamenti, con passo incerto ancheggiando in modo evidente mi allontano dal nostro tavolo questa volta sforzandomi di mantenermi in equilibrio sui tacchi esagerati delle mie scarpe.

Mi raggiungete fuori dal ristorante dopo pochi minuti, “Avete pensato?” vi chiedo, perché aggiungo senza darvi la possibilità di replicare, Io avrei un’idea interessante, mentre parlo mi aggrappo al braccio del tuo amico, lo so che se rimanessimo soli io e te, anche per un solo momento cercheresti di riportarmi alla realtà ma stasera non voglio che succeda.

Il fumo della sigaretta che stai aspirando ti va di traverso, mentre vi dico quello che ho in mente da tutta la sera, quello che vorrei fare con voi due in una camera d’albergo.

Salgo in macchina occupando il sedile di fianco a Lui al volante, avete ripreso a parlare ma ora sono solo io al centro dei vostri pensieri e delle vostre parole, il tuo amico mi sfiora le gambe con la mano

“Vuoi sentire anche tu quanto sono bagnata”

gli chiedo mentre sollevo il vestito scostando le mutandine, per un attimo ti osservo nella penombra dell’abitacolo, da sopra la spalla vedo un sorriso strano disegnarsi sulle tue labbra, non capisco se sei arrabbiato o se invece il pensiero di passare qualche ora in una stanza d’albergo dividendomi con un altro ti sta eccitando. La macchina si ferma nel parcheggio sotterraneo dell’albergo dove il portiere di notte ti conosce bene, è qui che ci siamo già visti in passato qualche volta io e te nei nostri incontri clandestini.

Scendi dall’auto e sali alla reception chiedendoci di aspettare in macchina, dopo pochi minuti ritorni sorridendo e giocherellando con la tessera magnetica della camera.

La camera si rivela essere una piccola suite, con un piccolo soggiorno ed un bellissimo bagno con al centro una grande vasca da bagno rettangolare. Il grande letto è illuminato dalla luce tenue di piccole applique, ai due lati due grandi specchi rimandano le immagini della stanza facendola apparire ancora più grande, mi sfilo le scarpe, mi avvicino a te mentre ti stai sfilando il cappotto, ti bacio mentre con la mano ti cerco la sotto sentendo ancora forte la tua eccitazione, poi mi avvicino a lui che nel frattempo sta giocando con il telecomando della televisione

“Questo stasera non ti servirà”

gli dico prima di infilargli la lingua in bocca e stringendo il suo sesso teso attraverso la stoffa dei pantaloni. Quando esco dal bagno vi trovo tutti e due semivestiti, lui sdraiato sul letto, tu ancora in piedi come al solito precisino in tutto, stai sistemando nell’armadio i tuoi abiti.

Sono nuda anch’io, sotto la sottoveste di seta blu…

Vi guardo e per la prima volta in tutta la serata ho un attimo di incertezza, ora non sono più sicura di cosa devo fare, tu ti accorgi di questo mio attimo di smarrimento e mi prendi per mano portandomi al centro della stanza, sollevi lentamente la mia sottoveste sfilandomela dall’alto e offrendo il mio corpo completamente nudo alla vista del tuo amico che ci osserva. Mi fai arretrare spingendomi lentamente verso il letto mentre io afferro il tuo sesso con le mani e ti accarezzo le labbra con la lingua fissando i tuoi occhi scuri, ora sono a quattro zampe nel letto, mentre tu rimani in piedi di fronte a me.

Afferri con forza la mia testa, con una mano fai pressione sull’articolazione della mia bocca per aprirla, me lo infili dentro con rabbia, inizi a scoparmi così in bocca come una troia, mi sento riempita completamente non posso muovere la testa e neanche la lingua sei troppo grosso non riesco a deglutire, la mia saliva inizia a scendere imbrattando il letto e il tappeto.

Lui è dietro di me mi sta accarezzando il sesso sempre più caldo e umido, inizia a masturbarmi, sento il suo respiro caldo sulla mia pelle mentre avvicina la sua bocca al mio sedere e divaricandomi le ginocchia inizia a leccarmi tra le gambe in modo sempre più deciso, mi bacia e morde il clitoride, penetra il mio sesso sempre più aperto con la lingua e poi con le dita, tu ti sposti leggermente per osservare quello che lui mi sta facendo, attraverso la nostra immagine riflessa dallo specchio che hai di fronte. Dai tuoi occhi capisco che ora hai voglia di scoparmi non ti piacciono molto i preliminari, ma questa volta ho deciso che dovrai aspettare…

Sfuggo alla tua presa e mi sposto rapidamente nel centro del letto, poi con una leggera carezza al suo petto invito l’altro a sdraiarsi vicino a me, ti osservo curiosa mentre mi vedi far scomparire nella mia bocca ancora piena di saliva il suo cazzo, lo lecco sulla punta insalivata, percorro con la lingua tutta la sua lunghezza seguendo il rilievo di una profonda vena bluastra, continuo così sino a quando inizio a sentire il suo respiro accelerare e farsi pesante, mi alzo in piedi divaricando le gambe con lui sdraiato sotto di me, mi chino offrendomi alla tua vista completamente aperta e afferrando con una mano il suo cazzo duro mentre con l’altra mi allargo, lo faccio entrare lentamente dentro impalandomi su di lui completamente, sino in fondo.

Lui posa le mani sui miei fianchi accompagnando i miei movimenti, mi sollevo lentamente sul suo cazzo, per fartelo vedere bene mentre entra ed esce dalla mia fica, tu mi guardi sei in piedi appoggiato allo specchio della parete, ipnotizzato ed eccitato, continui a fissare il mio bacino che si alza e si abbassa su di lui a pochi centimetri da te. Mi volto verso di te

“Vieni qui”

ora ti dico, non ti fai aspettare molto, mi baci, un bacio lunghissimo tenero e violento al tempo stesso, con le mani cerco il tuo cazzo lo voglio ancora in bocca mentre lui mi scopa, lo ingoio tutto, quasi a soffocarmi mentre tu inumidisci di saliva due dita e inizi a stuzzicare l’unico mio buchetto rimasto ancora intatto. Sei dietro di me, mi stai leccando il culo mentre lui è ancora dentro che mi scopa, la tua lingua indugia sull’altra mia apertura seguita subito dopo da un dito, poi da due, le mie carni si allargano e ti fanno entrare senza opporre resistenza.

Mi alzo in piedi a gambe divaricate sopra di lui lo aiuto a sollevarsi e afferro la sua testa per i capelli, la porto tra le mi gambe e la stringo mentre strofino il mio sesso contro la sua bocca, mi penetra con la lingua passando poi a succhiare e stringere tra i denti il mio clitoride, tu sei dietro di me sento la tua lingua calda percorrere la mia schiena. Intuisco cosa hai in mente di fare ora e per la prima volta non ho paura. Ti avvicini…, con una mano mi fai piegare leggermente in avanti, poi mi afferri per i fianchi , la punta del tuo cazzo ora scorre dall’alto verso il basso tra la piega delle mie natiche per fermarsi lì, ti sento spingere lentamente per aprirmi, lui continua a mordermi e scoparmi con le dita, sto venendo, contrazioni sempre più forti invadono il mio corpo, le mie gambe il mio cervello, ora sento anche dolore mi fai male, ma l’eccitazione è sempre più forte.

In un ultimo scatto istintivo provo a sottrarmi dalla tua presa, ma le tue mani mi artigliano senza pietà, con una spinta più forte mi entri dentro, allargandomi tutta. Non riesco a trattenere un grido di dolore, ti fermi solo per un breve istante prima di riprendere a incularmi con forza, segue un altro grido che non riconosco come mio, è un grido di piacere, un esplosione di mille scosse intense e calde che mi fa sussultare, dalle profondità del mio ventre l’orgasmo si irradia in tutto il corpo scendendo lungo le mie gambe e risalendo lungo la schiena. Il tuo sesso stretto dai miei spasmi continua a muoversi ancora dentro di me, poi il piacere ti avvolge e sento un’esplosione calda dentro di me, ora sono piena di te.

Mi fermo e guardo l’altro, il suo ventre è imbrattato del suo sperma, mi accascio esausta sopra di lui e lo bacio con passione, sentendo il calore del suo seme che si incolla alla mia pelle. Ora siamo tutti e tre vicini sdraiati sul letto, i nostri occhi parlano per noi, il calore dei vostri corpi mi riscalda e mi protegge, la stanza è piena dei nostri odori, ho ancora voglia, tanta voglia, per un attimo chiudo gli occhi, un’ esplosione di buio avvolge i miei pensieri.

Con fatica mi volto e riapro gli occhi, tutto intorno a me è buio, ho ancora voglia… mi tocco con la mano tra le gambe e le trovo coperte dalla sottile stoffa del mio pigiama.

Sono nel mio letto, sono a casa, accendo la luce e mi guardo intorno, sono sola, è stato un sogno.

Solo un sogno ed un altro giorno è iniziato.

Racconto pubblicato da utente anonimo della community